Un lavoro extra nasce quasi sempre a voce, in cantiere, davanti a un muro aperto. Qui lo scrivi subito, con il suo importo e con una casella sola: è concordato per iscritto, oppure non ancora.
Dove il totale degli extra si somma a quello che hai già pagato.

Scrivi ogni extra il giorno in cui nasce: cosa è, quanto costa e se l’accordo è per iscritto. La somma sta in alto, così sai sempre quanto è cresciuto il lavoro rispetto al preventivo, e le voci ancora senza accordo scritto restano in evidenza finché non le sistemi. Il totale entra da solo nel controllo delle spese, quindi non lo riscrivi da nessuna parte. Un messaggio o una mail sono già un accordo scritto: non serve niente di solenne, serve che esista.
Tutto quello che non sta nel preventivo che hai firmato e che ha un prezzo suo: due prese in più, una parete che si decide di spostare, un massetto che salta fuori più spesso del previsto. Se una voce c’era già ma cresce di quantità, e il preventivo è a misura, non è un extra: è la stessa voce che si allunga.
Perché per dire troppi servirebbe una percentuale, e per l’Italia non ho una fonte che ne pubblichi una. La versione inglese ce l’ha perché lì quel numero esiste nei documenti di quel paese, e prenderlo in prestito sarebbe applicare il metro di un altro ordinamento al tuo cantiere. Quello che ti dico è quante voci sono ancora senza accordo scritto, e quello è un fatto.
Non è una cosa che tocchi a me stabilire, e infatti non la stabilisco. Quello che vedo in cantiere è più semplice: a fine lavori un accordo a voce viene ricordato in due modi diversi, e quello scritto in uno solo. Per questo la casella qui è una sola, e sta lì.
A due cose. Ti fa vedere gli extra accanto all’importo da cui sei partito, e diventa il punto di partenza del controllo delle spese, se lì non hai già messo un importo tuo. Sotto una cifra minima non viene salvato: un importo troppo piccolo è quasi sempre un errore di battitura.
Puoi mostrarglielo, ed è spesso una conversazione utile: fatta a metà lavori, invece che alla fine. Non è però un documento firmato da nessuno: l’accordo resta il messaggio, la mail o la carta che vi siete scambiati.