La domanda vera non è se serve un permesso, ma quale modulo. La legge ne prevede quattro livelli e li mette in ordine lei stessa. Qui li trovi tutti, con l’articolo di legge e il link diretto al testo, così puoi controllare quello che ti dice il tecnico. Per il lavoro più pesante esiste anche una via alternativa, e trovi qui sotto pure quella.
Le percentuali per anno e l’aliquota che finisce in fattura, con la fonte.

Niente da presentare prima di cominciare. Vale per un elenco chiuso di interventi, fra cui la manutenzione ordinaria e l’eliminazione delle barriere architettoniche che non aggiunge ascensori esterni e non tocca la sagoma dell’edificio. Restano fermi il piano urbanistico, il regolamento edilizio e i vincoli, quindi libera non vuol dire senza regole.
i seguenti interventi sono eseguiti senza alcun titolo abilitativo: a) gli interventi di manutenzione ordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera a)
Leggi l’articolo su NormattivaLa categoria che raccoglie tutto il resto. Si comunica l’inizio dei lavori al comune, anche per via telematica, con l’elaborato progettuale e l’asseverazione di un tecnico abilitato. Il tecnico attesta fra l’altro che le parti strutturali dell’edificio non sono interessate: se lo sono, la CILA non è il modulo giusto.
Gli interventi non riconducibili all’elenco di cui agli articoli 6, 10 e 22, sono realizzabili previa comunicazione, anche per via telematica, dell’inizio dei lavori da parte dell’interessato all’amministrazione competente
Leggi l’articolo su NormattivaIl gradino sopra la CILA. Serve quando il lavoro tocca le parti strutturali o i prospetti: manutenzione straordinaria strutturale, restauro e risanamento conservativo sulle strutture, e la ristrutturazione edilizia che non rientra nell’articolo 10.
a) gli interventi di manutenzione straordinaria di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b), qualora riguardino le parti strutturali dell’edificio ((o i prospetti))
Leggi l’articolo su NormattivaIl titolo pesante, l’unico che il comune deve rilasciare invece di ricevere. Serve per la nuova costruzione, per la ristrutturazione urbanistica e per la ristrutturazione edilizia che porta a un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Un ampliamento che aggiunge volume finisce quasi sempre qui. Per la ristrutturazione della lettera c) la legge lascia però una seconda strada, che trovi nel riquadro qui sotto.
Costituiscono interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio e sono subordinati a permesso di costruire: a) gli interventi di nuova costruzione; b) gli interventi di ristrutturazione urbanistica
Leggi l’articolo su NormattivaSul gradino più pesante la legge lascia una seconda porta, e ha un nome che incontri anche nella modulistica nazionale: SCIA alternativa al permesso di costruire. Per la ristrutturazione dell’articolo 10, comma 1, lettera c) puoi presentare una segnalazione invece di chiedere il permesso. Non è uno sconto: il contributo di costruzione si paga lo stesso, e quale delle due strade convenga lo valuta il tecnico che firma il progetto.
In alternativa al permesso di costruire, possono essere realizzati mediante segnalazione certificata di inizio di attività: a) gli interventi di ristrutturazione di cui all’articolo 10, comma 1, lettera c)
Gli interventi di cui alle lettere precedenti sono soggetti al contributo di costruzione ai sensi dell’articolo 16.
Leggi l’articolo su NormattivaPrima si guardano gli elenchi degli articoli 6, 10 e 22. Quello che non rientra in nessuno dei tre finisce nella CILA. Non è una semplificazione mia: è quello che dice il comma 1 dell’articolo 6-bis, e per questo la CILA è il modulo che si incontra più spesso in una ristrutturazione interna.
Gli interventi non riconducibili all’elenco di cui agli articoli 6, 10 e 22, sono realizzabili previa comunicazione, anche per via telematica, dell’inizio dei lavori
Lo sportello unico comunica il nome del responsabile entro 10 giorni. L’istruttoria e la proposta di provvedimento hanno 60 giorni dalla presentazione della domanda, e il provvedimento finale arriva entro 30 giorni da quella proposta.
Per i progetti particolarmente complessi quei termini raddoppiano, con decisione motivata del responsabile. E se il termine passa senza un diniego motivato, sulla domanda si forma il silenzio-assenso.
Decorso inutilmente il termine per l’adozione del provvedimento conclusivo, ove il dirigente o il responsabile dell’ufficio non abbia opposto motivato diniego, sulla domanda di permesso di costruire si intende formato il silenzio-assenso
Articolo 20: Procedimento per il rilascio del permesso di costruire
La mancata comunicazione costa 1.000 €, e la sanzione scende di due terzi se la presenti spontaneamente mentre i lavori sono ancora in corso. È l’unico importo scritto in questi articoli: tutto il resto lo decide il comune.
La mancata comunicazione asseverata dell’inizio dei lavori comporta la sanzione pecuniaria pari a 1.000 euro. Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione.
Su questo non posso darti un’unica risposta valida per l’Italia, e chi te la dà sta semplificando. La differenza è scritta nella legge stessa in due punti.
Aggiungi che le Regioni hanno adattato i quadri variabili della modulistica unificata alle loro normative, e il risultato è che il tuo comune resta l’ultima parola.
Il permesso di costruire non è gratis: la legge prevede un contributo legato agli oneri di urbanizzazione e al costo di costruzione. Quanto costi lo stabilisce il comune, con proprie delibere, e non ho trovato una fonte nazionale che le raccolga. Per questo qui trovi il concetto e l’articolo, ma nessuna cifra: un importo inventato ti farebbe più danno che utile.
il rilascio del permesso di costruire comporta la corresponsione di un contributo commisurato all’incidenza degli oneri di urbanizzazione nonché al costo di costruzione
Articolo 16: Contributo per il rilascio del permesso di costruire
I moduli unificati per SCIA, permesso di costruire, SCIA alternativa al permesso di costruire e CILA, aggiornati al decreto Salva casa con l’accordo della Conferenza Unificata del 27 marzo 2025.
Da sapere: Le Regioni hanno potuto adattare i quadri variabili della modulistica alle specifiche normative regionali, quindi il modulo che userai è quello della tua regione.
Il portale nazionale con la ricerca dello sportello unico del tuo comune e l’invio telematico delle pratiche.
Da sapere: È lo sportello delle attività produttive. Per i lavori nella casa in cui abiti la pratica passa dallo sportello unico per l’edilizia del comune, e di quelli non esiste un elenco nazionale: questo resta comunque il punto di partenza per trovare il tuo comune.
Rispondi alle domande qui sotto e leggi che cosa dice il testo di legge per le risposte che hai dato: l'articolo, le parole esatte e il giorno in cui l'ho letto. Quale modulo presentare non viene deciso qui: la legge della tua regione e il regolamento del tuo Comune possono ampliare o restringere il campo, e a decidere resta lo sportello unico per l'edilizia.
Domanda 1 su un massimo di 4
Le regioni possono ampliare l'edilizia libera, ampliare o restringere il campo della SCIA, aggiungere casi di permesso di costruire e disciplinare il cambio di destinazione d'uso. Tutte e dodici le leggi regionali lette qui si discostano dal testo nazionale, e in due direzioni: alcune sono piu leggere, altre piu pesanti.
Dpr 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell’edilizia)Ultimo aggiornamento all’atto: 28 febbraio 2026
Il titolo edilizio e lo sconto fiscale sono due cose separate, ma nella pratica si incontrano: la detrazione chiede i suoi adempimenti e l’IVA agevolata dipende dal tipo di intervento. Percentuali, limiti e aliquote, con le pagine dell’Agenzia delle Entrate: Bonus ristrutturazione 2026: quanto si detrae, e con quale IVA.
Se un articolo è cambiato o qui c’è un errore, scrivimi e lo ricontrollo alla fonte: info@verbouwstart.nl. Rispondo io, sono da solo.