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Con l’articolo o la pagina ufficiale accanto

I documenti da tenere dopo una ristrutturazione

Fra tre anni si stacca una piastrella, oppure vendi casa e il notaio chiede un certificato. In quel momento non serve ricordare: serve sapere chi ha fatto quel lavoro, quando, e quale foglio ci sta dietro. Qui trovi la lista, con la fonte accanto a ogni riga, e un registro da compilare.

Apri il tuo registroI controlli di fine lavori

Il giro da fare prima di firmare la consegna, con la lista dei difetti.

Ogni documento con la sua fonte italianaChi ha fatto cosa, e quale foglio ci sta dietroNessun caricamento: resta sul tuo dispositivo
Impianto elettrico rifatto: quadro nuovo aperto e canaline nelle tracce del muro.

Quali documenti devo avere in mano dopo i lavori?

Due li hai dopo qualsiasi lavoro pagato a un’impresa: le fatture, che l’Agenzia delle Entrate mette fra i documenti da conservare, e la dichiarazione di conformità dell’impianto, che secondo l’articolo 7 del decreto 37 l’impresa installatrice rilascia al committente a fine lavori. Gli altri dipendono da tre cose: se ti sei detratto la spesa, se il lavoro aveva un titolo edilizio, e che tipo di impianto o di struttura hai toccato. Sotto trovi tutte e dodici le voci, ognuna con l’articolo o la pagina ufficiale che la scrive, e sotto ancora il registro per segnare quello che hai davvero.

Questa lista non è un elenco di obblighiQuello che leggi qui sotto è quello che scrivono le fonti, con il link per controllarmi. Non è un parere tecnico e non dice cosa è dovuto nel tuo caso: quale titolo edilizio riguardava il tuo intervento, quale verifica serviva e chi la firma lo stabilisce un tecnico abilitato guardando il tuo cantiere, non un sito. E la lista è italiana da capo a piedi: i certificati che trovi sulle pagine inglesi di questo sito qui non esistono, e non li ho tradotti per far sembrare la lista più lunga.CILA o SCIA: quale titolo riguarda il tuo lavoro

I documenti, uno per uno, con la loro fonte

Quello che ti resta in mano a fine lavori

Le fatture di tutto, lavori extra compresiL’Agenzia delle Entrate mette le fatture e le ricevute fiscali fra i documenti da conservare e da esibire se te li chiede. Tieni anche gli extra, con la descrizione e la data con cui li avete concordati, non solo il totale finale.Agenzia delle Entrate, "Le regole da rispettare per avere le agevolazioni fiscali", adempimenti e documenti da conservare. Fonte aperta da me il 15 agosto 2026. Apri la fonte
La dichiarazione di conformità dell’impiantoL’articolo 7 scrive che a fine lavori, fatte le verifiche, l’impresa installatrice la rilascia al committente. L’articolo 1 elenca gli impianti a cui si applica: elettrico, radiotelevisivo, riscaldamento e climatizzazione, idrico e sanitario, gas, sollevamento e antincendio. Se il tuo lavoro non ne ha toccato nessuno, questa riga non ti riguarda.Dalla fonte: Al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto, l’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme di cui all’articolo 6.Decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37, su Normattiva, articolo 7, comma 1. Testo in vigore dal 27 marzo 2008. Fonte aperta da me il 15 agosto 2026. Apri la fonte

Se hai chiesto la detrazione

La ricevuta del bonifico, con le sue tre indicazioniL’Agenzia chiede che il bonifico porti la causale che richiama gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, il codice fiscale di chi si detrae la spesa e la partita IVA o il codice fiscale di chi riceve i soldi. La ricevuta sta fra i documenti da conservare.Agenzia delle Entrate, "Le regole da rispettare per avere le agevolazioni fiscali", adempimenti e documenti da conservare. Fonte aperta da me il 15 agosto 2026. Apri la fonte
Il titolo edilizio, o la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietàNell’elenco dei documenti da conservare l’Agenzia mette i titoli abilitativi, e per i lavori che non ne prevedono nessuno una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà con la data di inizio dei lavori. Quale titolo riguardi il tuo intervento sta nella pagina sui permessi, con l’articolo di legge.Agenzia delle Entrate, "Le regole da rispettare per avere le agevolazioni fiscali", adempimenti e documenti da conservare. Fonte aperta da me il 15 agosto 2026. Apri la fonte
La ricevuta della comunicazione all’ENEAFra gli adempimenti l’Agenzia indica la comunicazione all’ENEA per gli interventi che portano un risparmio energetico, entro novanta giorni dalla data di ultimazione dei lavori.Agenzia delle Entrate, "Le regole da rispettare per avere le agevolazioni fiscali", adempimenti e documenti da conservare. Fonte aperta da me il 15 agosto 2026. Apri la fonte
La delibera assembleare e la tabella millesimalePer i lavori sulle parti comuni l’Agenzia mette fra i documenti da conservare la delibera dell’assemblea e la tabella millesimale di ripartizione delle spese.Agenzia delle Entrate, "Le regole da rispettare per avere le agevolazioni fiscali", adempimenti e documenti da conservare. Fonte aperta da me il 15 agosto 2026. Apri la fonte

Solo se il lavoro lo prevedeva

La segnalazione certificata per l’agibilitàL’articolo 24 la lega alle nuove costruzioni, alle ricostruzioni e sopraelevazioni, e agli interventi su edifici esistenti che possono influire su sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico. Il termine che scrive è quindici giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura.Dalla fonte: Ai fini dell’agibilità, entro quindici giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento, il soggetto titolare del permesso di costruire, o il soggetto che ha presentato la segnalazione certificata di inizio di attività, o loro successori o aventi causa, presenta allo sportello unico per l’edilizia la segnalazione certificataDpr 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell’edilizia), su Normattiva, articolo 24, commi 1, 2 e 5. Testo in vigore dal 28 luglio 2024. Fonte aperta da me il 15 agosto 2026. Apri la fonte
Il collaudo statico, o la dichiarazione di regolare esecuzioneL’articolo 67 lega il collaudo alle costruzioni la cui sicurezza possa interessare la pubblica incolumità, e lo firma un ingegnere o un architetto iscritto all’albo da almeno dieci anni, che non è intervenuto nella progettazione, nella direzione né nell’esecuzione. Lo stesso comma 1 fa però salvo il comma 8-bis: per gli interventi di riparazione e per gli interventi locali sulle costruzioni esistenti, come li definisce la normativa tecnica, al posto del certificato c’è la dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori. L’articolo 24 li nomina tutti e due fra gli allegati della segnalazione per l’agibilità. Quale dei due riguardi il tuo cantiere lo stabilisce il tecnico che firma, non questa pagina.Dalla fonte: Tutte le costruzioni di cui all’articolo 53, comma 1, la cui sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità devono essere sottoposte a collaudo statico, fatto salvo quanto previsto dal comma 8-bis. […] Il collaudo deve essere eseguito da un ingegnere o da un architetto, iscritto all’albo da almeno dieci anni, che non sia intervenuto in alcun modo nella progettazione, direzione, esecuzione dell’opera. […] Per gli interventi di riparazione e per gli interventi locali sulle costruzioni esistenti, come definiti dalla normativa tecnica, il certificato di collaudo è sostituito dalla dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori.Dpr 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell’edilizia), su Normattiva, articolo 67, commi 1, 2 e 8-bis. Testo in vigore dal 18 giugno 2019. Fonte aperta da me il 15 agosto 2026. Apri la fonte
L’aggiornamento catastaleFra gli allegati della segnalazione per l’agibilità l’articolo 24 chiede gli estremi dell’avvenuta dichiarazione di aggiornamento catastale, e l’Agenzia mette la domanda di accatastamento fra i documenti da conservare. Se i lavori hanno spostato muri, la planimetria che sta al catasto non è più quella di casa tua.Dalla fonte: Ai fini dell’agibilità, entro quindici giorni dall’ultimazione dei lavori di finitura dell’intervento, il soggetto titolare del permesso di costruire, o il soggetto che ha presentato la segnalazione certificata di inizio di attività, o loro successori o aventi causa, presenta allo sportello unico per l’edilizia la segnalazione certificataDpr 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell’edilizia), su Normattiva, articolo 24, commi 1, 2 e 5. Testo in vigore dal 28 luglio 2024. Fonte aperta da me il 15 agosto 2026. Apri la fonte
Il libretto di impianto per la climatizzazioneL’articolo 7 scrive che gli impianti termici per la climatizzazione o per l’acqua calda sanitaria ne devono essere muniti, e che in caso di trasferimento dell’immobile i libretti vanno consegnati aggiornati a chi subentra, con i loro allegati.Dalla fonte: Gli impianti termici per la climatizzazione o produzione di acqua calda sanitaria devono essere muniti di un "Libretto di impianto per la climatizzazione". In caso di trasferimento a qualsiasi titolo dell’immobile o dell’unità immobiliare i libretti di impianto devono essere consegnati all’avente causa, debitamente aggiornati, con gli eventuali allegati.Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74, su Normattiva, articolo 7, comma 5. Testo in vigore dall’11 giugno 2020. Fonte aperta da me il 15 agosto 2026. Apri la fonte
L’attestato di prestazione energeticaL’articolo 6 lo lega agli edifici costruiti, venduti o affittati a un nuovo inquilino e agli edifici sottoposti a ristrutturazioni importanti. Se non lo chiedi adesso, te lo ritrovi davanti il giorno in cui vendi o affitti.Dalla fonte: Nel caso di vendita, di trasferimento di immobili a titolo gratuito o di nuova locazione di edifici o unità immobiliari, ove l’edificio o l’unità non ne sia già dotato, il proprietario è tenuto a produrre l’attestato di prestazione energetica di cui al comma 1.Decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, su Normattiva, articolo 6. Testo in vigore dall’11 giugno 2020. Fonte aperta da me il 15 agosto 2026. Apri la fonte
La dichiarazione di rispondenza, per un impianto vecchioIl comma 6 dello stesso articolo 7 prevede questo atto quando la dichiarazione di conformità non è stata prodotta o non è più reperibile, e lo limita agli impianti eseguiti prima che il decreto entrasse in vigore. Chi può firmarlo lo scrive la norma, e sono due strade: un professionista iscritto all’albo che ha esercitato per almeno cinque anni in quel settore impiantistico, sotto la propria responsabilità e dopo un sopralluogo, oppure, per gli impianti che restano fuori dal campo dell’articolo 5 comma 2, chi da almeno cinque anni è responsabile tecnico di un’impresa abilitata secondo l’articolo 3. Quale delle due strade riguardi il tuo impianto lo stabilisce il tecnico che firma, non questa pagina.Dalla fonte: Nel caso in cui la dichiarazione di conformità prevista dal presente articolo, salvo quanto previsto all’articolo 15, non sia stata prodotta o non sia più reperibile, tale atto è sostituito, per gli impianti eseguiti prima dell’entrata in vigore del presente decreto, da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità, in esito a sopralluogo ed accertamenti, ovvero, per gli impianti non ricadenti nel campo di applicazione dell’articolo 5, comma 2, da un soggetto che ricopre, da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un’impresa abilitata di cui all’articolo 3, operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione.Decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37, su Normattiva, articolo 7, comma 1. Testo in vigore dal 27 marzo 2008. Fonte aperta da me il 15 agosto 2026. Apri la fonte

Il tuo registro, lavoro per lavoro

Cosa NON trovi in questa lista, e perché

Una lista che non dice dove finisce sembra completa. Queste cinque voci le ho tolte, e queste sono le ragioni.

  • La garanzia scritta dell’impresa, con la polizza dietro. Sulla versione inglese questa riga c’è, e si appoggia a uno schema di quel paese che pubblica cosa copre. Per l’Italia non ho aperto una fonte ufficiale che dica quale documento di garanzia ti spetta a fine lavori, quindi non lo metto in lista. Quello che vale fra te e l’impresa dopo la consegna lo scrivono il contratto che hai firmato e il codice civile, e su quello non do un parere.
  • Il certificato dell’installatore iscritto a uno schema di autocertificazione. In Italia non esiste. È un meccanismo britannico, in cui l’installatore certifica da sé la conformità alle norme edilizie. Qui il filo è un altro: l’impresa deve essere abilitata secondo l’articolo 3 del decreto 37, e quello che ti consegna a fine lavori è la dichiarazione di conformità.
  • Il certificato per la sostituzione di finestre e porte. Non esiste un equivalente italiano del certificato inglese per i serramenti. Se la sostituzione porta un risparmio energetico, quello che resta è la comunicazione all’ENEA e la documentazione della detrazione.
  • L’accordo scritto con il vicino sul muro in comune. Il documento inglese che chiude quella controversia non ha un corrispondente italiano che io abbia verificato. Il muro comune è disciplinato dal codice civile, ma non ho aperto una fonte che indichi un atto da conservare, quindi non ne metto uno.
  • La comunicazione di fine lavori al comune. Le ricerche la nominano spesso, insieme a CILA, SCIA e permesso di costruire. Non l’ho messa perché la sua forma e il suo termine dipendono dal titolo e dal comune, e non ho aperto una fonte nazionale che li fissi in modo valido per tutta l’Italia. La segnalazione per l’agibilità dell’articolo 24 c’è, perché quella la scrive la legge nazionale.

Come lo tengo io

La conformità la chiedo prima di saldareQuel foglio si chiede facilmente finché l’ultima rata non è partita, e diventa una rincorsa il giorno dopo. È anche il documento che il fornitore di luce, gas o acqua può chiedere: l’articolo 8 del decreto 37 prevede che il committente ne consegni copia entro trenta giorni dall’allacciamento.
Le foto valgono quanto un certificatoNessuna fonte le chiede, e sono la cosa più utile che hai: le foto di tubi e cavi prima che il muro si chiuda rispondono in tre secondi a una domanda che altrimenti costa un buco. La lista del momento in cui farle sta nella sua pagina.
Un nome e un numero, non solo un nomeFra tre anni "quelli del bagno" non è un’informazione. Segna la ragione sociale come sta in fattura e la partita IVA: sono le due cose con cui l’impresa si ritrova, anche se il negozio ha chiuso.
La detrazione dura più dei lavoriLa spesa si porta in dichiarazione per anni, e i documenti vanno esibiti se te li chiedono. Bonifico e fatture non sono il ricordo dei lavori: sono la parte che continua a servire quando il cantiere è chiuso da un pezzo.
Il catasto non si aggiorna da soloSe avete spostato un muro, la planimetria depositata non è più quella di casa tua. È una di quelle cose che nessuno guarda finché non arriva il giorno del rogito.
Tutto qui resta sul tuo dispositivoIl registro qui sotto non carica nessun documento e non chiede nessun account: tiene l’elenco di quello che hai, non le carte. Il file di testo che scarichi viene messo insieme dal tuo browser.

Cosa puoi fare dopo

I controlli di fine lavoriIl giro da fare prima di firmare la consegna e saldare.Prima di chiudere le tracceLe foto e le prove da fare finché il muro è ancora aperto.Bonus ristrutturazione e IVALe percentuali per anno, con le pagine dell’Agenzia delle Entrate.Cosa deve contenere un preventivoLe voci che rendono due offerte confrontabili.

Le domande che mi fanno

L’impresa non mi ha dato la dichiarazione di conformità. Cosa faccio?

La chiedi, per iscritto, con il riferimento all’articolo 7 del decreto 37 e alla data di fine lavori. Per gli impianti eseguiti prima che quel decreto entrasse in vigore, e solo per quelli, il comma 6 dello stesso articolo prevede in sostituzione una dichiarazione di rispondenza: la firma un professionista iscritto all’albo con almeno cinque anni in quel settore, oppure, per gli impianti fuori dal campo dell’articolo 5 comma 2, chi da almeno cinque anni è responsabile tecnico di un’impresa abilitata. Quale delle due strade riguardi il tuo caso non lo stabilisco io: lo dice il tecnico che la firma.

Devo caricare qui i miei documenti?

No, e non si può. Questo registro tiene l’elenco di quello che hai, non le carte: nessun caricamento, nessun account, niente che parta verso un server. Le tue fatture e i tuoi certificati stanno già nella tua posta o in un raccoglitore, e lì stanno bene; quello che manca a distanza di anni è il quadro, cioè chi ha fatto cosa e quale foglio ci sta dietro.

Perché la lista italiana è diversa da quella inglese?

Perché sono due ordinamenti diversi, e i documenti di uno non esistono nell’altro. La lista inglese di questo sito è nata sulle norme di quel paese; questa è nata sulle fonti italiane, aperte una per una. Tradurre l’altra sarebbe stato più veloce, e ti avrebbe fatto cercare certificati che nessuna impresa italiana può rilasciarti.

E se non mi sono detratto niente?

Allora il gruppo della detrazione non ti riguarda, e ti restano le fatture e la dichiarazione di conformità, più quello che il tipo di lavoro prevedeva. Nel registro quelle caselle le lasci vuote: contano come mancanti soltanto le due voci del primo gruppo, proprio per non riempirti la pagina di segnali che non dicono niente.

Quanto devo tenerli?

Un termine da darti non ce l’ho, e non me lo invento: dipende dalla detrazione che hai usato, dal contratto e dal tipo di impianto, e non ho aperto una fonte italiana che ne fissi uno valido per tutti. Quello che posso dirti è quando queste carte tornano a servire davvero, e cioè quando vendi, quando affitti, quando cambi fornitore di gas o di luce e quando qualcosa si rompe.