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Con la fonte accanto a ogni percentuale

Bonus ristrutturazione 2026: quanto si detrae, e con quale IVA

Due cose diverse che vengono sempre confuse: la detrazione, che ti torna indietro con la dichiarazione dei redditi, e l’IVA, che paghi subito in fattura. Qui trovi tutte e due con le cifre dell’Agenzia delle Entrate e il link alla pagina esatta. Non sono un commercialista e questa non è una consulenza fiscale.

Vai al preventivo onlineCILA o SCIA: quale serve

Il titolo edilizio che il comune vuole prima che l’impresa cominci.

Le percentuali per anno, e il tetto di spesaAgenzia delle Entrate e Normattiva, con il linkCosa deve contenere un preventivo
Impianto elettrico rifatto: quadro nuovo aperto e canaline nelle tracce del muro.

Quanto si detrae, anno per anno

Le percentuali cambiano con l’anno in cui paghi la spesa, non con l’anno in cui iniziano i lavori. E cambiano anche con l’uso della casa: la percentuale piena vale sull’abitazione principale di chi ne è proprietario o ha un diritto reale di godimento.

PeriodoAbitazione principaleAltri casiLimite di spesa per unità immobiliare
Spese sostenute negli anni 2025 e 202650%36%96.000 €
Spese sostenute nel 202736%30%96.000 €

Agenzia delle Entrate, scheda "Ristrutturazioni edilizie: che cos’è". Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2026; letta il 14 agosto 2026. Agenzia delle Entrate, guida "Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali" (febbraio 2026). Edizione: febbraio 2026; letta il 14 agosto 2026.

Le due fonti, parola per parola

La detrazione non arriva in una volta: si divide in dieci quote annuali di pari importo, dalla dichiarazione dell’anno in cui hai pagato.

La norma di base è l’articolo 16-bis del Dpr 917/86 (Tuir), modificata dalla legge di bilancio 2026 (articolo 1, comma 22, lettera b), n. 1, legge n. 199/2025).

Perché altrove leggi una percentuale diversaLa regola generale del Tuir, quella che trovi citata su molti siti, dice 30% per le spese dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2033. Non è sbagliata: è la regola di fondo, e la legge di bilancio 2026 le passa davanti per gli anni qui sopra. Se leggi due numeri diversi, di solito è questo.benché il Tuir, in via generale, stabilisca che per le spese sostenute dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2033 l’aliquota di detrazione è ridotta al 30%

Fin dove arrivano le mie cifre

Su questa pagina mi fermo al 2027. Per gli anni successivi il quadro cambia di nuovo, ma quelle cifre le ho trovate in una sola delle mie due fonti dell’Agenzia, e la regola che mi sono dato qui è due fonti per ogni numero. Quindi non le scrivo: le trovi nella guida dell’Agenzia, linkata qui sotto.

Cosa resta fuori

Da questo trattamento sono esclusi gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.

Agenzia delle Entrate, scheda "Ristrutturazioni edilizie: che cos’è"

L’IVA sui lavori: 10%, e quando invece è 22%

L’IVA agevolata non si chiede: la applica chi fattura, se ci sono i presupposti. Per questo vale la pena sapere quando ci sono, prima di firmare il preventivo.

  • 10% Manutenzione ordinaria e straordinariaSulle prestazioni di servizi per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria su unità immobiliari abitative. Sui beni l’aliquota ridotta vale solo se sono ceduti dentro il contratto di appalto.Sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati sulle unità immobiliari abitative, è prevista l’Iva ridotta al 10%
  • 10% Restauro, risanamento conservativo e ristrutturazionePer tutti gli altri interventi di recupero edilizio, sia sulle prestazioni di servizi sia sull’acquisto dei beni forniti per realizzarli, materie prime e semilavorati esclusi.Per tutti gli altri interventi di recupero edilizio è sempre prevista l’applicazione dell’aliquota Iva del 10%.

I beni significativi, con l’esempio dell’Agenzia

Qui casca quasi tutto il fraintendimento sull’IVA al 10%. Se l’impresa fornisce beni di valore significativo (per esempio sanitari e rubinetteria), l’aliquota ridotta su quei beni vale solo fino al valore del resto della prestazione. Questo è l’esempio che fa l’Agenzia, con i suoi numeri.

VoceImporto
Costo totale dell’intervento10.000 €
Di cui manodopera4.000 €
Di cui beni significativi6.000 €
La differenza fra il totale e i beni, fino a cui anche i beni restano agevolati4.000 €
Imponibile con aliquota ridotta: manodopera più i beni fino a quella differenza (10%)8.000 €
Valore residuo dei beni, con aliquota ordinaria (22%)2.000 €

Agenzia delle Entrate, "Lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria". La pagina non mostra nessuna data propria; letta il 14 agosto 2026.

Le prime quattro righe e l’ultima sono le cifre dell’Agenzia. La riga con l’imponibile agevolato la sommo io, perché l’Agenzia pubblica la differenza e il valore residuo ma non la somma: senza quella riga sembra che una parte dell’intervento sparisca dal conto.

Quali sono i beni significativi

L’elenco non è aperto: lo fissa il decreto 29 dicembre 1999.

  • ascensori e montacarichi
  • infissi esterni e interni
  • caldaie
  • video citofoni
  • apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria
  • sanitari e rubinetteria da bagni
  • impianti di sicurezza

Quando il 10% non si applica

  • ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori
  • ai materiali o ai beni acquistati direttamente dal committente
  • alle prestazioni professionali, anche se effettuate nell’ambito degli interventi finalizzati al recupero edilizio
  • alle prestazioni di servizi resi in esecuzione di subappalti alla ditta esecutrice dei lavori

Agenzia delle Entrate, guida "Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali" (febbraio 2026). Edizione: febbraio 2026; letta il 14 agosto 2026.

Nel caso del subappalto la ditta subappaltatrice fattura con l’aliquota ordinaria alla ditta principale, che poi fattura a te con il 10% se ci sono i presupposti.

Il 4%: non lo dice l’Agenzia, lo dice la legge

Cercando "IVA 4% ristrutturazione" si trovano molte pagine, e nessuna dell’Agenzia delle Entrate: nelle sue pagine sui lavori edilizi il 4% non compare, e nella guida di febbraio 2026 la stringa "4%" non c’è proprio. Il tariffario vero è la tabella A, parte II, del decreto IVA.

La trappola della nota 53L’intestazione di quella tabella dice ancora il 2%. La nota 53, sotto la stessa intestazione, sostituisce quell’aliquota, in ogni caso, con quella vera. Chi cita solo l’intestazione pubblica un’aliquota che non esiste più.L’aliquota che vale davvero è il 4% dal 1° gennaio 1989.L’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto stabilita nella misura del due per cento è sostituita, in ogni caso, dall’aliquota del quattro per cento con effetto dal 1° gennaio 1989D.L. 2 marzo 1989, n. 69, convertito con modificazioni dalla L. 27 aprile 1989, n. 154, articolo 34, comma 1

Le due voci che riguardano i lavori in casa

  • n. 39: Appalto per la costruzione, alle condizioni del numero 21prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto relativi alla costruzione dei fabbricati di cui all’articolo 13 della legge 2 luglio 1949, n. 408 [...] o di soggetti per i quali ricorrono le condizioni richiamate nel numero 21)
  • n. 41-ter: Appalto per eliminare le barriere architettonichePrestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto aventi ad oggetto la realizzazione delle opere direttamente finalizzate al superamento o alla eliminazione delle barriere architettoniche

Il numero 39 non vale per tutti: rimanda alle condizioni del numero 21, cioè quelle della prima casa, con le categorie catastali A1, A8 e A9 escluse. Se quelle condizioni non ci sono, quell’aliquota non c’è.

case di abitazione ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9, ancorché non ultimate, purché permanga l’originaria destinazione, in presenza delle condizioni di cui alla nota II-bis) all’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro

Attenzione: la voce sull’appalto non parla di ristrutturazioneIl numero 39 riguarda gli appalti per la costruzione di un fabbricato, non i lavori su una casa che c’è già. Rifare il bagno o la cucina non ci rientra, nemmeno con la prima casa: su quei lavori resta l’aliquota del capitolo qui sopra, il 10%. L’unica voce di questa tabella che riguarda una casa già costruita è il numero 41-ter, cioè i lavori per eliminare le barriere architettoniche.Per tutti gli altri interventi di recupero edilizio è sempre prevista l’applicazione dell’aliquota Iva del 10%.

Normattiva, Dpr 26 ottobre 1972, n. 633, Tabella A, parte II

Le fonti, per nome

Ogni cifra di questa pagina l’ho letta io alla fonte il 14 agosto 2026. Accanto a ogni fonte trovi la data che la pagina dà a se stessa: dove non c’è, lo scrivo, perché una pagina fiscale senza data è una cosa che devi sapere.

Agenzia delle Entrate, scheda "Ristrutturazioni edilizie: che cos’è"Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2026letta il 14 agosto 2026
Agenzia delle Entrate, "Lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria"La pagina non mostra nessuna data proprialetta il 14 agosto 2026
Normattiva, Dpr 26 ottobre 1972, n. 633, Tabella A, parte IIUltimo aggiornamento all’atto: 22 maggio 2026letta il 14 agosto 2026

Cosa non fa questa pagina

  • Non è una consulenza fiscale. Riporto le cifre pubblicate dall’Agenzia delle Entrate e il testo di legge, non il tuo caso: chi decide se hai diritto all’agevolazione è il tuo commercialista o l’Agenzia stessa.
  • Non calcola il tuo rimborso. Le percentuali qui sopra si applicano a spese ammesse, con requisiti e adempimenti che dipendono da chi sei, da che immobile è e da come paghi.
  • Non parla del bonus mobili, del sisma bonus, del risparmio energetico e delle altre agevolazioni sulla casa: sono schede separate dell’Agenzia, con regole loro.
  • Non tiene conto delle regole del tuo comune o della tua regione: quelle riguardano i titoli edilizi, non le tasse, e le trovi nell’altra pagina.

E il titolo edilizio?

Il prezzo dei lavori è solo metà della storia. L’altra metà sono lo sconto fiscale, che cambia con l’anno in cui paghi, e il modulo che il comune vuole prima che si cominci. Li ho scritti tutti e due con le fonti ufficiali.

Le agevolazioni fiscali e il permesso sono due cose separate, ma quasi sempre arrivano insieme: la comunicazione o il titolo edilizio è uno degli adempimenti che ti chiedono. Che titolo serve, con gli articoli di legge, sta qui: CILA o SCIA: la differenza, e quando serve il permesso di costruire.

Ho sbagliato qualcosa?

Se l’Agenzia ha aggiornato una scheda o una cifra qui non torna, scrivimi e la ricontrollo alla fonte: info@verbouwstart.nl. Rispondo io, sono da solo.