Due cose diverse che vengono sempre confuse: la detrazione, che ti torna indietro con la dichiarazione dei redditi, e l’IVA, che paghi subito in fattura. Qui trovi tutte e due con le cifre dell’Agenzia delle Entrate e il link alla pagina esatta. Non sono un commercialista e questa non è una consulenza fiscale.
Il titolo edilizio che il comune vuole prima che l’impresa cominci.

Le percentuali cambiano con l’anno in cui paghi la spesa, non con l’anno in cui iniziano i lavori. E cambiano anche con l’uso della casa: la percentuale piena vale sull’abitazione principale di chi ne è proprietario o ha un diritto reale di godimento.
Agenzia delle Entrate, scheda "Ristrutturazioni edilizie: che cos’è". Ultimo aggiornamento: 29 luglio 2026; letta il 14 agosto 2026. Agenzia delle Entrate, guida "Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali" (febbraio 2026). Edizione: febbraio 2026; letta il 14 agosto 2026.
La detrazione non arriva in una volta: si divide in dieci quote annuali di pari importo, dalla dichiarazione dell’anno in cui hai pagato.
La norma di base è l’articolo 16-bis del Dpr 917/86 (Tuir), modificata dalla legge di bilancio 2026 (articolo 1, comma 22, lettera b), n. 1, legge n. 199/2025).
Su questa pagina mi fermo al 2027. Per gli anni successivi il quadro cambia di nuovo, ma quelle cifre le ho trovate in una sola delle mie due fonti dell’Agenzia, e la regola che mi sono dato qui è due fonti per ogni numero. Quindi non le scrivo: le trovi nella guida dell’Agenzia, linkata qui sotto.
Da questo trattamento sono esclusi gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.
Agenzia delle Entrate, scheda "Ristrutturazioni edilizie: che cos’è"
L’IVA agevolata non si chiede: la applica chi fattura, se ci sono i presupposti. Per questo vale la pena sapere quando ci sono, prima di firmare il preventivo.
Qui casca quasi tutto il fraintendimento sull’IVA al 10%. Se l’impresa fornisce beni di valore significativo (per esempio sanitari e rubinetteria), l’aliquota ridotta su quei beni vale solo fino al valore del resto della prestazione. Questo è l’esempio che fa l’Agenzia, con i suoi numeri.
Agenzia delle Entrate, "Lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria". La pagina non mostra nessuna data propria; letta il 14 agosto 2026.
Le prime quattro righe e l’ultima sono le cifre dell’Agenzia. La riga con l’imponibile agevolato la sommo io, perché l’Agenzia pubblica la differenza e il valore residuo ma non la somma: senza quella riga sembra che una parte dell’intervento sparisca dal conto.
L’elenco non è aperto: lo fissa il decreto 29 dicembre 1999.
Agenzia delle Entrate, guida "Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali" (febbraio 2026). Edizione: febbraio 2026; letta il 14 agosto 2026.
Nel caso del subappalto la ditta subappaltatrice fattura con l’aliquota ordinaria alla ditta principale, che poi fattura a te con il 10% se ci sono i presupposti.
Cercando "IVA 4% ristrutturazione" si trovano molte pagine, e nessuna dell’Agenzia delle Entrate: nelle sue pagine sui lavori edilizi il 4% non compare, e nella guida di febbraio 2026 la stringa "4%" non c’è proprio. Il tariffario vero è la tabella A, parte II, del decreto IVA.
Il numero 39 non vale per tutti: rimanda alle condizioni del numero 21, cioè quelle della prima casa, con le categorie catastali A1, A8 e A9 escluse. Se quelle condizioni non ci sono, quell’aliquota non c’è.
case di abitazione ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9, ancorché non ultimate, purché permanga l’originaria destinazione, in presenza delle condizioni di cui alla nota II-bis) all’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro
Normattiva, Dpr 26 ottobre 1972, n. 633, Tabella A, parte II
Ogni cifra di questa pagina l’ho letta io alla fonte il 14 agosto 2026. Accanto a ogni fonte trovi la data che la pagina dà a se stessa: dove non c’è, lo scrivo, perché una pagina fiscale senza data è una cosa che devi sapere.
Il prezzo dei lavori è solo metà della storia. L’altra metà sono lo sconto fiscale, che cambia con l’anno in cui paghi, e il modulo che il comune vuole prima che si cominci. Li ho scritti tutti e due con le fonti ufficiali.
Le agevolazioni fiscali e il permesso sono due cose separate, ma quasi sempre arrivano insieme: la comunicazione o il titolo edilizio è uno degli adempimenti che ti chiedono. Che titolo serve, con gli articoli di legge, sta qui: CILA o SCIA: la differenza, e quando serve il permesso di costruire.
Se l’Agenzia ha aggiornato una scheda o una cifra qui non torna, scrivimi e la ricontrollo alla fonte: info@verbouwstart.nl. Rispondo io, sono da solo.